Rudi Ghedini è nato il 31 ottobre 1959 a San Giorgio di Piano; vive a Bologna, lavora presso la Regione Emilia-Romagna.

Consigliere comunale di Bologna dal 1987 al 1995, ha lavorato alla redazione bolognese de l'Unità dal 1990 al 1992; nel 1995 è stato fra i fondatori del periodico Zero in condotta. Ha partecipato alla realizzazione di due documentari: Mai più - sulla strage avvenuta nella stiva di una nave nel porto di Ravenna - presentato al Torino Film Festival 1997; e Bologna Novantanove - sulla campagna elettorale che portò alla clamorosa sconfitta della sinstra. Selezionato nel settore Poesia e Letteratura per l'edizione di Barcellona 1987 della Biennale dei giovani artisti dell'Europa mediterranea. Ha lungamente collaborato con Rendiconti, Carta, Linea Bianca.

Ha pubblicato due libri sulla più simbolica disfatta della sinistra (Guazzaloca 50,69%, Sossella 1999 e Bye Bye Bologna, Punto Rosso 2002), una biografia generazionale di Andrea Pazienza (I segni di una resa invincibile, Bradipolibri 2007) e contribuito all'antologia noir Enokiller (Morganti, 2005).

Ha partecipato all'antologia Basta perdere (Limina, 2002), a cui sono seguiti Sarti, Burgnich e Facchetti..., raccolata di racconti sulle disavventure dell'Inter (Fratelli Frilli, 2004), e Il Cavaliere a due punte sulla regressione da cittadini a tifosi (Fratelli Frilli, 2004); Confessioni di un interista ottimista, accorato omaggio a una squadra che non vinceva la Coppa dei Campioni dalla tournèe italiana dei Beatles (Limina, 2006); infine, per Malatempora, nel 2008, Il conmpagno Tommie Smith. Un solo romanzo, Semifinale, storia d'amore a sfondo calcistico (Theoria 1999).

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