L"attimo vincente - quando lo sport diventa leggenda

Nella vita di ciascuno capitano giornate particolari, che si ricordano per sempre. Alcune volentieri, altre molto meno. Possono essere attimi di grande gioia o dolore, di successi o delusioni. In ogni caso, sono giorni che lasciano un segno, una traccia indelebile. L'attimo vincente è un libro ricco di date, storie, personaggi e nasce proprio dall'idea che ricordare è importante. Aiuta a comprendere meglio il presente. Anche nello sport. Molte delle date, degli avvenimenti riportati nel libro sono così riferiti a campioni che hanno lasciato un ricordo indelebile, talvolta intrecciato con la storia.
Davide Grassi ripercorre le vicende sportive, umane – spesso vincenti, a volte tragiche - di Tazio Nuvolari, Abebe Bikila, Muhammad Alì, Fausto Coppi, Garrincha, Gilles Villeneuve, Ferenc Puskas, Emil Zatopek, Jesse Owens, George Best, Ayrton Senna, Marco Pantani Johan Cruijff Pietro Mennea Gigi Meroni, Leo Messi Alex Zanardi e altri ancora. Uomini che si sono contraddistinti per i successi sportivi, le imprese memorabili, ma anche per le difficoltà che hanno incontrato nella vita. C'è chi queste difficoltà è riuscito a superarle e chi no. Qualcuno ha conosciuto la morte prematuramente ed è subito diventato un mito, così come è successo a tanti eroi del cinema e della musica, volati via troppo giovani: da James Dean a Jimi Hendrix, da Marylin Monroe a John Lennon. Qualcun altro se n'è andato sottovoce: solo, povero e dimenticato. Altri sono ancora vivi, rilasciano interviste, scrivono.
Ma questo libro è dedicato anche a tanti sconosciuti, che hanno lasciato la vita durante un evento sportivo. Qualcuno perché si ribellava alla barbarie, all'ingiustizia, alla violenza; qualcun altro perché ha avuto solo la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. I racconti di sport si intrecciano, infatti, con momenti storici e drammatici: dall'annessione nazista dell'Austria alla diga del Vajont , dai desaparecidos dei regimi militari argentini e cileni all' arrivo dei carri armatici sovietici a Budapest Praga , dal Sessantotto degli studenti messicani - finito in un bagno di sangue - al commando terrorista alle Olimpiadi di Monaco del '72 , al razzismo del regime sudafricano dell'apartheid fino alla guerra in Iraq .
I protagonisti dei racconti di Grassi sono tutte persone speciali, con una vita in bilico tra poesia e tragedia. E solo per il fatto di essere ricordati i loro sono stati comunque attimi vincenti, che hanno sconfitto l'oblio con la fantasia, il coraggio, la lealtà.


IL DERBY DELLA MADONNINA

Nell'ottobre del 1908, curiosamente a Chiasso, si disputava il primo Inter-Milan, la sfida che sarebbe diventata il derby italiano per eccellenza, il più giocato, il più prestigioso. Il derby della Madonnina ne celebra la storia ripercorrendo in sessantuno storie la sua gloriosa epopea attraverso partite famose e incontri che pochi conoscono. Un lungo, intenso e vivace racconto, ricchissimo di aneddoti, interviste, personaggi: dai fratelli Cevenini all'immenso Meazza che segnò con entrambe le maglie, dai fuoriclasse come Nyers e il Gre-No-Li, Rivera e Mazzola, Matthaeus e van Basten, Ibra e Kaká, a giocatori magari meno celebri ma che un'impronta, nella stracittadina, l'hanno lasciata: Smerzi, Bonizzoni, Cappellini, Belli, De Vecchi, Minaudo e tanti altri. Calcio, dunque, ma non solo. Poesia, musica, fatti di cronaca si inseriscono spesso e volentieri nei racconti, al pari delle vicende di una città fortunata a possedere il derby. Perché la stracittadina, oltre a essere emozione allo stato puro, è anche democrazia: una sorta di bipolarismo calcistico, l'esaltazione della dialettica, della libertà. Questo libro rappresenta un sincero, appassionato atto d'amore nei suoi confronti.

gol mondiali

Prefazione di Giancarlo De Sisti

Edizioni inContropiede,pp 140, €14,50, dicembre 2014

Gol mondiali ripercorre, attraverso diciannove racconti di fantasia di altrettanti scrittori di sport, la storia della Coppa del Mondo da Uruguay 1930 a Brasile 2014. Ognuno degli autori ricorda un gol mondiale e racconta una storia, che dal quel gol prende vita o di cui quel gol é solamente sfondo. Nel libro le immagini delle partite e delle reti si intrecciano con la fantasia degli scrittori. Nella parte conclusiva del volume il lettore rivivrà Brasile 2014, grazie ad un piccolo esperimento di scrittura collettiva.

La prefazione del libro é firmata da Giancarlo De Sisti, il mitico Picchio ex calciatore e giornalista. In questo libro Edizioni inContropiede schiera i nostri: BACCI, BALLESTRACCI, BASSI, BEDESCHI, FACCHINETTI, FAVRETTO, FERRIO, GHEDINI, GRASSI, IMPIGLIA, LONGHI, LORENZETTI, MASTROLILLI, PALIOTTO, POMPEI, PUPPO, SICA, TACCONE.


INTER? NO, GRAZIE!
Come non diventare intertristi e vivere felici

Per alcuni l’Inter è una delle più gloriose squadre di calcio italiane. Per qualcun altro, come Davide Grassi, tifoso milanista (riveriano doc, come si definisce) e autore di Inter? No, grazie!, è solo la seconda squadra di Milano. E dei bauscia, come vengono chiamati a Milano gli interisti (termine che in dialetto vuol dire più o meno sbruffoni, gente che si vanta, un po’ arrogante) l’autore racconta con divertimento tutte le vicissitudini, a partire dalle più recenti. Campagne-acquisti faraoniche e fallimentari, clamorose eliminazioni ai primi turni delle Coppe europee, passaporti falsificati, festini a luci rosse e campionati persi all’ultima giornata diventano così il filone conduttore di un libri scherzoso e ironico, che spiega «come non diventare interisti e vivere felici». Ma non mancano anche i riferimenti al passato, che illustrano la nascita nell’autore di un anti-interismo viscerale, ma goliardico, che affonda le radici nell’amore per il golden boy Gianni Rivera e nell’avversione verso l’Inter di Helenio Herrera e Sandro Mazzola prima, e di Spillo Altobelli e Walter Zenga poi.
Così, anche per rispondere a Tommaso Pellizzari, autore di No, Milan, Grassi elenca i dieci calciatori nerazzurri più amati e odiati, e le partite indimenticabili. E aggiunge anche tutto il meglio dell’umorismo anti-interista degli ultimi anni, involontariamente provocato dalle disavventure, in campo e fuori, dei protagonisti della storia nerazzurra.


LA PALLA E' ROTONDA?
Storia (umoristica, ma non troppo) del calcio secondo me

Una cavalcata in un secolo di sport tra aneddoti, battute, campioni,bidoni, vittorie, figuracce, che si intrecciano con i ricordi personali dell’autore. E una parte è dedicata alle dichiarazioni involontariamente comiche dei protagonisti del pazzo mondo del calcio. Ma c’è anche un’ironica descrizione delle diverse tipologie di tifosi (maniacali, occasionali, enciclopedici, ultrà, in poltrona) e un glossario dedicato alle parole utilizzate nello sport più amato dagli italiani.
Dopo Inter? No, grazie! con La palla è rotonda? Grassi propone un altro libro satirico, che vuole anche essere un contributo per sdrammatizzare il calcio, vissuto spesso in modo esasperato, precisando che diverse degenerazioni gli provocano il mal di fegato. Ad esempio, «i ring televisivi a base d’aria fritta che imperversano dopo cena, con il risultato di guastare la digestione e spaventare i bambini; il golden gol, una specie di coito interrotto; i bollini stile albero di Natale vicino al sacro scudetto; le maglie forellate simili a delle zanzariere; i genitori-tifosi, microcefali che pretendono di avere per figli dei Pelé bianchi; i procuratori, al cui confronto una sanguisuga fa la figura del signor Stakanov in persona». E conclude chiedendosi: «La palla è sempre rotonda, ma verso dove rotola?»




ROSSONERI COMUNQUE

Curato con Andrea Scanzi

Negli ultimi due anni, anche per colpa di questa casa editrice (non per nulla diretta da un interista), è stato alimentato un odioso luogo comune secondo cui gli unici tifosi intelligenti, democratici e illuminati sono (sarebbero) quelli nerazzurri. Le numerose, infinite - e, diciamolo, un po' patetiche - sconfitte interiste hanno addirittura finito con l'essere, dai più, catalogate come un segno riconoscitivo di una fierezza stucchevole che, di fatto, finisce col compiacersi della propria vocazione alla disfatta. Una sorta di elogio stonato dei perdenti, rimasticato secondo l'ottica bauscia. In una parola: insopportabile. Rossoneri comunque - la prima antologia milanista - sfata tale odioso assioma, peraltro perpetuato dal recente (e deprecabile) Basta perdere. E dimostra, una volta per tutte, che anche i milanisti sanno andare oltre il tifo. Ricordando. Fantasticando. Rossoneri comunque raccoglie la testimonianza di venticinque tifosi milanisti. I curatori sono Davide Grassi e Andrea Scanzi. Il capitano, il «10» insostituibile (men che meno da Mazzola), è Gianni Rivera. Dietro di lui, a proteggerlo, Giovanni Lodetti. In panchina, Arrigo Sacchi. Poi, in ordine alfabetico: Alessandra Bocci, Leonardo Coen, Massimo Coppola, Stefano Davidson, Franz Di Cioccio, Luca Di Giuseppe, Franz (per una volta senza Ale), Gaspare (per una volta senza Zuzzurro), Gianluca «Dejan» Gori, Michele Mari, Giulio Nascimbeni, Edoardo Nesi, Umberto Nigri, Giacomo Papi, Gian Luigi Paracchini, Giuseppe Picciano, Mauro Raimondi, Gianluca Sirri, Fabio Treves. La prefazione è di Enzo Jannacci, milanista splendido. Come Beppe Viola, al quale è dedicato il libro. Ognuno ha raccontato la sua storia, la sua follia, la sua memoria. Talora, la sua dissidenza. Rossoneri comunque è un'antologia di ricordi che spiega le ragioni, non solo affettive, del perché sia bello essere milanisti. La classe (e gli esteti) vanno a San Siro, non certo per vedere l'Inter. I diritti d'autore di questo libro saranno interamente devoluti a un'associazione nata per aiutare Lauro Minghelli, ex capitano della Primavera del Torino di Bobo Vieri e dell'Arezzo di Cosmi, difensore di rara eleganza, affetto dal morbo di Lou Gehrig.


Centonovantesimi - Le 100 partite indimenticabili del calcio italiano

scritto con Alberto Figliola e Mauro Raimondi

Cento partite per conoscere o riassaporare i momenti più importanti, commoventi, felici, del calcio italiano .
Con Centonovantesimi tre scrittori ripercorrono con uno stile immediato e coinvolgente, sempre in bilico tra cronaca, narrativa e poesia, i trionfi e gli insuccessi, i campioni e i gol, gli aneddoti divertenti ma anche le vicende dimenticate o dolorose che hanno fatto la storia del pallone in Italia.
Un'antologia ricca di ricordi virati in seppia, in bianco e nero e, infine, a colori.
Dalla gara decisiva per l'assegnazione del primo campionato nel 1898 alla finale di Champions League del 2005 tra Milan e Liverpool ; dal debutto della Nazionale nel 1910 agli ultimissimi Europei. Passando attraverso i titoli mondiali di Vittorio Pozzo, la tragedia del Grande Torino , l'Inter di Herrera e il Milan di Rocco, la Juventus del Trap, l'Italia campione del mondo nel 1982, il dramma dell'Heysel, Italia '90.
E poi gli scudetti delle squadre romane, quelli “impossibili” di Cagliari, Verona, Napoli e Sampdoria. Le magie di Meazza, del Gre-No-Li, di Sivori, Rivera, Maradona, Platini, Van Basten, Baggio . Gli incontri “dei pionieri” e gli scandali degli anni '20, i leoni di Highbury , la lattina di Boninsegna e la monetina di Alemao, le luci di Marsiglia e la sospensione del recente derby di Roma.
Un libro appassionante ed imperdibile per tutti i tifosi dello sport più bello del mondo.
Un album da sfogliare per rivivere sfide che si tramutano in racconti, storie personali nelle quali il calcio diviene la cornice.
Cento partite per cento emozioni.

 

 



Ogni quattro anni - Racconti mondiali

Autori Vari

Altro che presidiare, cari ragazzi miei. Altro che fabulare. Cca pe'llu culu ce stanno a pigghiare, direbbe il magnifico Davide Enia, e pazienza se il mio palermitano è imperfetto: l'idea grosso modo la rende.Chi doveva presidiare ha fatto, nella migliore delle ipotesi, il gioco delle tre scimmiette: al contrario di chi avrebbe dovuto andarci piano a fabulare, perché se uno proprio non era mona (come avrebbe detto el Paròn) o cieco, o tifoso senza speranza, caratteristiche peraltro che spesso coincidono, un minimo di puzza di bruciato non poteva non averlo fiutato. Nel mio piccolo il dubbio non ho mai rinunciato a seminarlo, radiofonico come cartaceo [...]. Nemmeno voi, si direbbe. Da qui l'affinità elettiva di fondazione, da qui il piacere di varare - verbo improprio, ma che richiede la partecipazione straordinaria della bottiglia - questa esibizione collettiva di sognatori e balenghi che si ostinano a vedere il calcio dalla parte delle radici

Gigi Garanzini

ROSSONERI
Il manuale del perfetto casciavit

Casciavit, cacciaviti: così vengono soprannominati a Milano i tifosi milanisti, per sottolinearne la genuina estrazione popolare. E negli ultimi anni, diventare un casciavit è stato abbastanza facile. Coppe e scudetti si sono alternati con frequenza e hanno saziato anche chi – nel passato più remoto – ha vissuto digiuni prolungati e delusioni cocenti.
Ma se tifare Milan può, almeno oggi, essere abbastanza semplice, diventare un perfetto milanista è tutt'altra cosa, un privilegio al quale solo pochi possono accedere. Perché richiede applicazione, consapevolezza, memoria, perfino studio.
Il libro di Davide Grassi si propone di dare a tutto il popolo rossonero - composto anche da simpatizzanti, milanisti della domenica , tifosi tiepidi - questa possibilità. E offre anche l'opportunità - a chi già era convinto di essere un perfetto rossonero - di verificare il livello della sua “fede” per eventualmente colmare le lacune e migliorarsi. Il tutto attraverso una serie di lezioni condotte sul filo dell'ironia (per un milanista l'acronimo doc sta per devi omaggiare Calloni: sì, perfino lui) tra luoghi (un ristorante, una pasticceria, una fiaschetteria, un museo) e personaggi della storia rossonera. Tra i tanti, Nereo Rocco - definito la Grande Anima Rossonera – e Nils Liedholm, dei quali sono raccontati simpatici aneddoti. Ma anche Giovanni Lodetti, Pierino Prati, Fabio Cudicini, Angelo Colombo, Pietro Paolo Virdis, incontrati dall'autore. Senza dimenticare i tifosi vip, a cominciare da Franz Di Cioccio della Pfm, autore della prefazione, fino al grande Enzo Jannacci.
Il libro si propone così come una divertente guida per essere un vero casciavit capace di apprezzare le fantastiche giocate di Gianni Rivera, Marco Van Basten e Kakà, ma anche di ricordare con simpatia la Pantera nera Luther Blissett, famosa per i gol sbagliati a porta vuota, o il Keegan della Brianza Ugo Tosetto, passato alla storia per la sua inutilità.
Insegna inoltre a riconoscere e smascherare i falsi sostenitori del Diavolo, gli opportunisti e i trasformisti dell'ultima ora ai quali viene negata la possibilità di laurearsi in milanologia .
Questo libro è la prima, vera e unica Bibbia del tifoso milanista.


ERAVAMO IN CENTOMILA
Un secolo di derby sotto la Madonnina

Scritto con Alberto Figliola e Mauro Raimondi

Nell'ottobre del 1908, curiosamente a Chiasso, si disputava il primo Inter-Milan, la sfida che sarebbe diventata il derby italiano per eccellenza, il più giocato, il più prestigioso.
Eravamo in centomila, celebrandone il centenario, ripercorre in sessanta racconti la sua, gloriosa, storia. Narrando sia partite famose come il 6-5 per l'Inter del 1949, il 6-0 milanista o le gare di Champions League, sia incontri che pochi conoscono: dal primo, sofferto, successo dell'Inter alla stracittadina che nel 1938, dopo dieci anni di digiuno, riportò alla vittoria il Milan; dal derby con cui venne inaugurato San Siro a quello disputato a New York nel 1969.
Un lungo, intenso e vivace romanzo nel quale appaiono moltissimi aneddoti e personaggi. Dai fratelli Cevenini all'immenso Meazza, che segnò con tutte e due le maglie. E poi fuoriclasse, come Nyers e il Gre-No-Li, Rivera e Mazzola, Matthaeus e Van Basten, Ibrae Kakà, a fianco di giocatori magari di secondo piano, ma che un'impronta, nella storia del derby, l'hanno lasciata: Smerzi, Bonizzoni, Belli, De Vecchi, Minaudo e tanti altri.
Calcio, dunque, ma non solo. Poesia, musica, fatti di cronaca si inseriscono spesso e volentieri nei racconti, al pari delle vicende di una città che in questi cento anni è mutata profondamente.
Una Milano fortunata, a possedere il derby. Perché la stracittadina , oltre a essere emozione allo stato puro, è anche democrazia. Avere due squadre in una città, infatti, significa potere scegliere, grazie a un giocatore, un parente o addirittura al proprio carattere, a chi tenere, anzi appartenere, per tutta la vita.
Il derby, quindi, è una sorta di bipolarismo calcistico, l'esaltazione della dialettica, della libertà.
Questo libro rappresenta un sincero, appassionato atto d'amore nei suoi confronti.

 

LA SUA AFRICA
Storia di Samuel Eto'o, gol europei e cuore camerunese

Scritto con Alberto Figliola

“Io lavoro in Europa, ma sogno in Africa”. Con questa frase Samuel Eto'o ha sintetizzato il legame inscindibile con la terra delle sue origini. Quasi a voler sottolineare che, sì, gioca, vince e guadagna nel Vecchio Continente, ma, quando sogna, il suo cuore torna in Camerun. Questo libro è, così, un omaggio al giocatore Eto'o, ai gol con il Maiorca - la squadra del cuore -, ai trionfi con il Barcellona, alle vittorie con l'Inter. Ma, già nel titolo, è soprattutto un omaggio a un continente contraddittorio: bello e povero, affascinante e dimenticato, ricco di umanità e tormentato da guerre. Un continente pieno di luci e ombre, proprio come Eto'o, giocatore di gran classe, “capitano coraggioso” dei Leoni Indomabili del Camerun, protagonista di battaglie contro il razzismo e di una fondazione per aiutare i bambini del suo Paese. Ma anche dell'aggressione a un giornalista in sala stampa e di qualche caduta di stile nella vita privata.
L'essenza di Eto'o è però forse quel gesto fatto a Roma, nel 2009, dopo aver segnato la rete che consegna al Barcellona la Champions League. Dopo il gol Eto'o esulta, ovvio, ma a modo suo (meno ovvio). E non tutti capiscono. Corre felice, il camerunese, e nello stesso tempo batte dei colpi con la mano destra sulle vene del braccio sinistro.
Il significato si comprende solo a fine partita, quando Eto'o esce dagli spogliatoi e si dirige verso il pullman della squadra, dove tutti cantano e festeggiano il Barcellona campione d'Europa. Tra Samuel e i compagni di squadra ci sono infatti i giornalisti, che gli chiedono il significato del gesto. “Es el sangre de mi padre”, “il sangue di mio padre”, dice. Con quel gesto Eto'o voleva ricordare, ancora una volta, da dove proviene il suo sangue. Sì, lui si è affermato in Spagna, con il Barcellona è salito sul tetto d'Europa. Ma il suo sangue è nero, arriva dal Camerun, dall'Africa. E questo, a Roma, ha voluto ribadire a tutti. Forse anche a se stesso.

MILANO È ROSSONERA
Passeggiata tra i luoghi che hanno fatto la storia del Milan

Scritto con Mauro Raimondi

Il Milan è la squadra dei tranvieri, l'Inter della borghesia. Luoghi comuni, falsi miti, generalizzazioni: perchè il calcio e il tifo sono interclassisti.
Ma "milanisti casciavit" e "interisti bauscia" è un'aria che a Milano si respira ancora oggi, più per le strade che al Meazza, il tempio che per i tifosi resta, es sempre resterà, San Siro. Che in questo viaggio - nei luoghi della città e della memoria - è la stella cometa della passione. Qualla sì, rossonera.
Si parte da piazza della Repubblica, dove il Milan nacque. Si prosegue per via Turati, dove il Milan abita. Poi ci si sposta da piazza Cavour a Palazzo Valsecchi e in vendita al Megastore, a due passi da piazza San Babila. Un aperitivo all'American Bar dei pionieri in corso Vittorio Emanuele. Una foto-ricordo in piazza Duomo, tra storia e maxischermi. Una visita alle prime sedi (via Foscolo, via Berchet, piazza Mercanti), a Cordusio rossonero e al circolo milanista in piazza Sant'Alessandro. Poi, in via Amedei, dove al ristorante l'Assassino aveva il suo "ufficio" il Paròn Nereo Rocco. Un dolcetto alla pasticceria Gattullo a Porta Lodovica e un addio, in via Bligny, alla Fossa dei Leoni. Prima di ricordare, a Porta Romana, Carletto Annovazzi e il Milan del dopoguerra. Due chiacchiere sui Navigli e via, oltre le Mura Spagnole. L'Arena, via Monti e i cinque Cevenini, sotto la finestra Kakà in via Saffi e poi corso Vercelli, corso Magenta (il genio di Leonardo da Vinci e quello di Ibra), Villa Maldini in via Previati, il Derby di via Monte Rosa. E via Arona, tra il Vigorelli e una Fiera che non c'è più. E ancora, la Bovisa, la Bicocca, l'Ausonia di Gorla, Lambrate. Fino a via Andrea Doria, Stazione Centrale: il Trotter e la prima partita del Milan. Giannino e Casa Rivera in via Misurata. San Siro e il Museo. Il Parco di Trenno e la favola bella di Ceramica Lodetti.
"Milano è rossonera" regala la possibilità di visitare la città da un punto di vista originale: unisce i luoghi del Milan a quello che proprio in quelle piazze, in quelle strade, si può osservare o è accaduto. Il libro è una piacevole camminata nella storia del Milan, a volte divertente, altre malinconica, in una città che si sa raccontare anche tramite un pallone.

Una Milano con un'anima divisa in due, ma in buona parte venduta al Diavolo. Quello rossonero.

Portieri d'Italia

Scritto con Massimiliano Castellani, Alberto Figliola, Mauro Raimondi

Con Tavole di Giovanni Cerri

Pazzi, introversi, carismatici: sarà forse per la “diversità” del loro ruolo, ma nella storia del calcio i portieri si sono spesso contraddistinti per personalità singolari e fuori dal comune.
L'Italia, in particolare, è sempre stata “terra di numeri uno ”. E proprio a loro è dedicato questo libro che nella prima parte racconta le storie di portieri campioni del mondo come Combi, Olivieri, Zoff e Gigi Buffon o di sconosciuti come Bob Strulli, di fuoriclasse come De Prà, Sentimenti IV e Albertosi o di tanti numeri dodici , le riserve che, a modo loro, hanno contribuito ad alimentare la leggenda di un ruolo dal fascino particolare.
Vicende sportive e di vita, aneddoti calcistici e rievocazioni di partite storiche: Portieri d'Italia (Edizioni A.Car) – libro scritto da Davide Grassi, Massimiliano Castellani, Alberto Figliolia e Mauro Raimondi - narra tutto questo, ma non solo. Innanzitutto, tredici di loro sono stati riprodotti in splendidi dipinti del pittore Giovanni Cerri, delle magnifiche opere d'arte che colgono un gesto o uno sguardo di alcuni dei migliori numeri uno del nostro Paese.
Inoltre, nella parte conclusiva del volume si elencano nomi e schede statistiche, con tanto di squadre, esordi e vittorie, di tutti i 62 portieri che hanno vestito la maglia della Nazionale e degli oltre 700 che hanno giocato in serie A dal 1929-30 fino ad oggi. Un'appendice gustosissima per tutti i tifosi che, a fianco di nomi celebri, potranno trovare chi, magari solo per una volta, ha difeso la porta di una squadra nella massima divisione. Il tutto, correlato da una ricca galleria fotografica.

Narrativa, pittura, statistica: Portieri d'Italia , si propone come una vera enciclopedia sul ruolo, un libro sicuramente originale e appassionante.

Diario della mia guerra
Storia di un adolescente sotto le bombe

di Paolo Grassi,

curato da Davide Grassi e Carlo Migliavacca

Come si vivono gli anni dell'adolescenza tra bombardamenti e amici indimenticabili, cibo razionato e vacanze in mezzo alle risaie, sfollamenti e scherzi goliardici, fucilazioni di massa e primi timidi amori? Lo racconta Paolo Grassi che, durante il periodo 1940-1945, ha tenuto un diario nel quale ha annotato le sue vicende personali intrecciandole con momenti che hanno sconvolto il mondo.
Diario della mia guerra ripercorre i cinque anni più tragici della storia italiana - dallo scoppio della guerra alla caduta del fascismo, dalla sanguinosa occupazione nazista fino alla liberazione - visti con gli occhi di un ragazzino costretto dagli eventi a crescere troppo in fretta. Pur tra violenze di ogni tipo, dalle pagine emerge il desiderio di vivere, il mantenimento dei valori, la ricerca – per quanto possibile – di una “normalità” adolescenziale, che fa però presto spazio alla consapevolezza, all'indignazione per gli orrori quotidiani.
Diario della mia guerra è un diario appassionato e appassionante dal quale emergono storie lontane. Da non dimenticare mai.

Paolo nel 1940 ha dieci anni, inizia a stendere il diario poco prima dell’inizio della guerra e, pagina dopo pagina, ne riporta gli eventi di rilievo nazionale e locale. Dalle notti passate in rifugio sotto le bombe ai bollettini riportati dai quotidiani, il giovane Paolo diventa testimone di una storia molto più grande di lui. Lo aiutano a capire: la famiglia, gli amici, gli episodi quotidiani, il vissuto stesso nelle città e nei paesi in cui vive durante la guerra: Milano, Codogno, Novara e Lumellogno, dove la famiglia è costretta a sfollare a casa dei nonni Camillo e Clementina.
Questo diario è un libro per gli appassionati di storia, adatto alla lettura anche dei ragazzi di oggi, perché scritto da un ragazzo molto diligente nell’annotare la storia stessa, nell’annotare ciò che oggi si legge nei libri; molti dettagli della nostra storia, specialmente locale, si possono scoprire leggendo questo diario: dettagli che non si trovano da nessuna parte, se non nella memoria di chi ha vissuto direttamente quei momenti.

MARCO BAGOZZI
MARCO BALLESTRACCI
ALESSANDRO BASSI
STEFANO BEDESCHI
SIMONE BERTELEGNI
ALBERTO FACCHINETTI
renato favretto
stefano ferrio
simone galeotti
davide grassi
MARCO IMPIGLIA
michela lanza
LORENZO LONGHI
RICCARDO LORENZETTI
diego mariottini
CARLO MARTINELLI
FEDERICO MASTROLILLI
giuseppe ottomano
VINCENZO PALIOTTO
pier francesco pompei
MAURIZIO PUPPO
SERGIO TACCONE