100 anni della federazione pugilistica italiana

FPI Editrice, pp.352, Roma 2016. fuori commercio

Un lavoro davvero impegnativo, commissionatomi più di un anno fa dal presidente della "Pugilistica" Alberto Brasca. La curatela è mia, come anche l'intera ricerca iconografica miei circa i quattro quinti dei testi, didascalie comprese. Un volume in bianco e nero, di grande formato, denso non solo di scrittura ma anche di immagini (oltre 700), ricavate per la maggior parte dall'archivio fotografico federale e da quello del Corrire dello Sport-Stadio. Ne è sortita fuori una specie di "Bibbia del pugilato italiano" (se fosse stato per me, nella mia quasi totale mancanza di senso della misura, l'avrei titolato così), perchè sono più di cento i medaglioni di pugili, allenatori, manager, promoter, arbitri, dirigenti che arricchiscono una mole abbastanza sconfinata di informazioni. Non dico che ho raccolto tutto quello che di buono si poteva ricavare da un miliardo di secondi di "Noble art" praticata, goduta e digerita nella Penisola e nelle Isole, epperò ci sono andato vicino. Megalomania, certo, ma anche acribia spinta e amore per la storiografia dello sport nazionale. La prima volta che redigo il libro ufficiale di una FSN, per cui mi sono spremuto come un limone nelle mani di una fanciulla in fiore al calar della notte nel giardino dell'Alhambra (con una civetta che guarda). Il volume sarà stampato in duemila copie, ma non andrà in vendita. La federazione, nella sua profonda saggezza, lo dispenserà solo a chi riterrà meritevole. Per chi ama veramente la boxe, non dico che sia imperdibile, di più: è insostituibile. Duemila grammi di cioccolata al peperoncino. Dentro anche scritti densi di phatos vergati da Rino Tommasi, Gianni Minà, Giuliano Orlando, Alfredo Bruno, Adriano Cisternino e da tre nostre leggende olimpiche: Nino Benvenuti, Patrizio Oliva e Roberto Cammarelle.

gol mondiali

Prefazione di Giancarlo De Sisti

Edizioni inContropiede,pp 140, €14,50, dicembre 2014

Gol mondiali ripercorre, attraverso diciannove racconti di fantasia di altrettanti scrittori di sport, la storia della Coppa del Mondo da Uruguay 1930 a Brasile 2014. Ognuno degli autori ricorda un gol mondiale e racconta una storia, che dal quel gol prende vita o di cui quel gol é solamente sfondo. Nel libro le immagini delle partite e delle reti si intrecciano con la fantasia degli scrittori. Nella parte conclusiva del volume il lettore rivivrà Brasile 2014, grazie ad un piccolo esperimento di scrittura collettiva.

La prefazione del libro é firmata da Giancarlo De Sisti, il mitico Picchio ex calciatore e giornalista. In questo libro Edizioni inContropiede schiera i nostri: BACCI, BALLESTRACCI, BASSI, BEDESCHI, FACCHINETTI, FAVRETTO, FERRIO, GHEDINI, GRASSI, IMPIGLIA, LONGHI, LORENZETTI, MASTROLILLI, PALIOTTO, POMPEI, PUPPO, SICA, TACCONE.

ANEDDOTI DEI MONDIALI DI CALCIO

FATTI, CURIOSITA', PERSONAGGI E STORIE DELL'EVENTO SPORTIVO PIU' SEGUITO SUL PIANETA

Edizioni Polistampa, 2014, pp.208, 15 euro

Sapevate che un giocatore inglese fece la pupù sul campo, durante una partita? Che per dirigere la prima finale l'arbitro volle un'assicurazione sulla vita? Che la coppa Rimet venne rubata e poi ritrovata nella spazzatura? Che una sfida di qualificazione scatenò una vera guerra tra El Salvador e Honduras? Che Mussolini corruppe almeno tre arbitri per far vincere gli Azzurri nel 1934? Che un difensore colombiano venne ucciso dalla mafia per un'autorete? Che una volta gli argentini passarono una borraccia d'acqua avvelenata ai brasiliani? Che due gol di Maradona e Pelé sono stati votati i più belli ai Mondiali? Che uno sceicco del Kuwait costrinse un arbitro ad annullare un gol? Che esiste una statua del "colpo di testa" di Zidane a Materazzi? Queste e molte altre incredibili storie, sospese tra leggenda e realtà, nei 777 aneddoti raccolti per voi. La Wunderkammer dei Mondiali di calcio Brasile 2014.

 

FULVIO BERNARDINI - IL DOTTORE DEL CALCIO ITALIANO

Prefazione di Italo Cucci

Una vita dedicata al football, quella di Fulvio Bernardini (Roma 1905-1984). Talmente ricca di successi da meritare le Hall of Fame della FIGC,  Roma e Fiorentina. Il “dottore del calcio italiano” – o “dottor Pedata”, come lo chiamava il critico Gianni Brera – ha stupito da calciatore per l'intelligenza superiore. Da giornalista è stato un pasdaràn del “sistema”, tattica spregiudicata che aborriva il contropiede all'italiana. Come allenatore ha vinto scudetti con la Fiorentina (1956) e il Bologna (1964), più una Coppa Italia con la Lazio. Ha guidato la Sampdoria e poi la Nazionale negli anni ’70, lanciando talenti come Claudio Lippi, Giancarlo Antognoni, Roberto Bettega, Francesco Rocca, Gaetano Scirea, Francesco Graziani e Marco Tardelli. Un lavoro che spianò la via ai trionfi di Enzo Bearzot. Sua la definizione “giocatore dai piedi buoni”, ancora usata perfino nel gergo politico. La prefazione di Italo Cucci per quella che è da considerarsi la più completa biografia di Bernardini. Ordinabile a partire dal 5 febbraio 2014 al sito: www.kollesis.it


NEL NIDO DELL'AQUILA. I FRATELLI CORELLI E LA PODISTICA LAZIO (CO-AUTRICE EMILIA CORELLI).


Edizioni Libreria Sportiva Eraclea, pp. 144, euro 18, Roma 2012.


Come noterete dalla copertina, l'autrice del libro in realtà è la mia amica Emilia Corelli, arzilla quasi ottantenne e cuoca da favola (sa fare benissimo l'arzilla alla romana). Tuttavia, la storia è questa: il presidente della SS Lazio, Antonio Buccioni, un giorno mi chiamò al Circolo Canottieri per sciorinarmi sotto gli occhi un dattiloscritto della signora Corelli, figlia di uno dei pionieri della gloriosa polisportiva. Lo lessi ed era buono, seppure assai breve. Allora lo rimpinguai, lo decorai di lunghissime note storiografiche, ne curai la parte iconografica (nessuno conosce le foto dello sport vecchio-romano meglio di me, sfido chiunque a dimostrare il contrario) ed è venuta fuori quest'autentica chicca per appassionati. Meglio se di cuore bianco e celeste. Tra l'altro, ci sono dentro immagini e documenti di arte e di guerra, giacché i due Corelli, oltre che footballeurs, erano artisti ed eroi.



L'OLIMPIADE DAL VOLTO UMANO. TUTTI I GIOCHI DI ROMA 1960.


Edizioni Libreria Sportiva Eraclea, pp. 1.264, euro 30, Roma 2010.


Il volume fornisce un ampio resoconto dei Giochi Olimpici di Roma. Esso è diviso in tre parti. Nella seconda e nella terza parte vengono descritte le competizioni per specialità, e si fornisce una documentazione fotografica e di citazioni di autori, tra cui Pasolini, Levi e Rodari. Nella parte prima, L'Evento sociale e politico, i Giochi sono analizzati per quello che hanno significato e hanno lasciato alla società contemporanea. Il tomo è davvero pesante, quasi due chili, ma se vi urge sapere tutto, o quasi tutto, sull'unica nostra olimpiade estiva giocata in casa, allora dovete averlo. Ha ricevuto una menzione speciale (praticamente, la medaglia di legno...) al XLV Concorso Letterario del Coni, ma nella sezione tecnica, pensate un po! Io, ovviamente, l'avevo presentato nella sezione saggistica, ma quegli egregi signori della giuria con la più perfetta faccia di tolla me l'hanno spostato nella sezione dei manuali, contravvenendo ai regolamenti da loro stessi stilati. Ci capite qualcosa, voi?



SOCIETA' ROMANA DI NUOTO 1889. STORIE DI AMICIZIA E DI SPORT IN RIVA AL TEVERE.


Edizioni Revi srl, pp. 312, fuori commercio, Roma 2009.


La prima volta che il mio amico giornalista della Gazzetta, dottor XY, ebbe tra le mani questo libro, che ha un formato particolare per esaltarne le qualità iconografiche, se ne innamorò subito. Voleva comprarlo ma io gli dissi che non aveva prezzo. Anche voi, se ne ambite una copia, dovete scrivere una lettera oppure andare a fare una capatina alla vecchia Romana Nuoto, giù nel battello sotto ponte Cavour. Ma guardate che ne vale assolutamente la pena: a parte l'arietta del posto, i colori traslucidi e cangianti al tramonto del bionno e la cucina casareccia, le tante storie dei fiumaroli contenute nel volumetto, le immagini strampalate e incredibili che affiorano tra le pagine vi sorprenderanno! Cè dentro pure il Pascarella, che intagliò un sonetto sui legni della Romana pria che scoccasse il Novecento. Un libro che sta a galla anche solo per quello, insomma.



OTTANT'ANNI IN GIALLOROSSO. ROMANZO FOTOGRAFICO.


Editore Corriere dello Sport-Stadio, pp. 388 (2 voll.), euro 19,80 (distribuito col quotidiano), Roma 2007.


Quest'opera in due volumi è eminentemente fotografica. Misi a carte e quarantotto mezzo archivio del Corriere per scovare tutte le immagini particolari e curiose che avevo in mente; e molte altre inimmaginabili mi capitarono tra le mani. La parte più interessante è quella iniziale, dove ripercorro le origini del football a Roma. Ebbi l'occasione di pubblicare in grande formato e a colori i preziosi documenti pedatori della Ginnastica Roma, risalenti al 1899 addirittura. E poi l'albero genealogico della Associazione Sportiva Roma, da me per primo elaborato e che oggi spicca, bello e ricopiato, in vari libri di altri autori. Anche in questo volume romanista sono presenti alcune inesattezze, per esempio l'attribuzione di nomi e luoghi su alcune foto. Ma, a mia discolpa, posso balbettare che dovetti lavorare a tamburo battente come nelle navi galere romane antiche. E mi fustigavano anche. In tali condizioni, la storiografia va un po a farsi benedire e ci scappa fuori lo sciatto modo giornalistico. Lavoro pagato benissimo, però.



SOCIETA' SPORTIVA CRISTOFORO COLOMBO DI ROMA.


 Il libro del centenario. Tipolitografia Silgraf, pp. 232, fuori commercio, Roma 2006.


Un altro giro di valzer tra guantoni e vecchi maestri, giù negli scantinati della palestra in via Tacito. La Colombo è un pezzo di Roma liberty che sta lì e non sparisce. L'opera me la commissionò un mecenate toscano che produce un ottimo vino rosso, che poi risultò la migliore ricompensa per il lavoro svolto. Questo è soprattutto un viaggio nel pugilato di una volta, e già all'entrata un cannoncino che sparò agli austriaci nella Grande Guerra vi dice qualcosa sull'atmosfera. Patriottica, come all'Audace. Il volume venne lavorato graficamente dal prof. Paolo Ogliotti, direttore della rivista Lancillotto e Nausica. E siccome lui è un vetero-comunista serissimo, si divertì a comporre le fotografie in una maniera seriale, molto in stile parata sulla Piazza Rossa. Ricordo che quando lo presentai alla Federazione Pugilistica c'era in visita la rappresentativa dilettantistica di Cuba. A Teofilo Stevenson il libro piacque al primo impatto, ed ora sta ritto sull'attenti nella Biblioteca statale all'Avana.



A.S. AUDACE DI ROMA. 100 ANNI DI CAMPIONI.


Tipografia Abilgraf, pp. 424 (2 voll.), fuori commercio, Roma 2005.


La prima, e forse più pazzesca ricerca su una polisportiva che mi sono incaponito a fare. Durata qualcosa come cinque anni. E non crediate ci abbia guadagnato una borsa di zecchini, anzi probabilmente mi si è scucita una tasca in corso dopera, però ne valeva la pena. L'Audace di Roma, che vive da oltre centanni in via Frangipane, acquattata dietro all'istituto tecnico Leonardo da Vinci, è, dopo la SS Lazio, la più titolata società della Capitale. E una delle più gloriose d'Italia. Dal tamburello al nuoto, dalla lotta alla scherma, dal judo al calcio, dall'atletica al rugby, a strane pratiche di pesistica fallica (qui non ve le spiego), non cè quasi disciplina che non sia passata per quegli umidi scantinati dagli archi a volta. Culla di campioni a iosa, compreso il sommo schermidore Giulio Gaudini, ma è nel pugilato che mena maggior vanto. E se andate là in fondo a curiosare, state in guardia che ve menano davvero.



AMADEI PANE A PALLONE. LA BIOGRAFIA DEL FORNARETTO DI FRASCATI.


Riccardo Viola Editore, pp. 128, euro 5, Roma 2004.


Graziosa ricerca, di delicata fattura grafica e che ha aperto la collana dedicata allo sport che Riccardo Viola, dirigente Coni e figlio dell'ormai mitico Dino, ha tuttora in corso. L'esperienza più bella fu per me passare tre settimane a contatto con Amadei, che mi scarrozzò su e giù con la sua macchina tra Frascati e Grottaferrata, dove teneva le foto e i cimeli, e mi spiegò per filo e per segno due cose: perché ai suoi tempi il calcio era più divertente giocarlo, e perché a Frascati il vino genuino non si trova più: quello veramente buono, il piscio degli angeli, se lo trincano in segreto solo lui e i suoi amici. Lunga vita al fornaretto



CORRIERE DELLO SPORT-STADIO. OTTANTA ANNI INSIEME 1924-2004.


Editrice Corriere dello Sport, pp. 322, fuori commercio, Roma 2004.


Un'opera commissionatami dal proprietario dell'azienda, dott. Roberto Amodei, che si congratulò personalmente per l'ottimo lavoro. Il libro, di grande formato e impreziosito da un cofanetto, è pochissimo conosciuto in quanto servì da strenna natalizia e attualmente troneggia nelle biblioteche di personaggi come Luca Cordero di Montezemolo e simili. Ha una impaginazione spettacolare (curata dal graphic designer della Ferrari) e mostra numerosissime fotografie, diverse delle quali inedite e che andai a scovare negli oscuri archivi del giornale durante faticosi e sporchi mesi di ricerche. Un volume, in definitiva, bello e rarissimo, al punto che io stesso ne ho solo due copie e non credo che dagli dei potrò mai averne altre.



GIULIO GAUDINI OLIMPIONICO. IL CUORE SULLA PUNTA DELLA LAMA.


Tipografia Sei Decimi, pp. 168, fuori commercio, Roma 2004.


() Giulio Gaudini ha vinto, nel corso delle quattro Olimpiadi disputate, le seguenti medaglie: n. 3 ori (di cui n. 1 individuali), n. 4 argenti, n. 2 bronzi; mentre nei Campionati Europei, che a quei tempi equivalevano a veri e propri Mondiali, ha conquistato n. 8 ori (di cui n. 2 individuali), n. 7 argenti e n. 2 bronzi. Mio padre è stato il primo atleta romano a vincere un titolo olimpico individuale ed è anche l'atleta romano più medagliato alle Olimpiadi in assoluto. Per tali motivi, subito dopo la sua morte la Federscherma istituì la Coppa Internazionale Giulio Gaudini e nel 1960 gli fu intestata la strada che fiancheggia l'Auditorium. Le faccio presente che, nella predetta riunione, sono state rievocate ed avvalorate dagli scritti dei più grandi giornalisti dell'epoca le qualità indiscutibili di mio padre, che intendiamo tramandare: 1) un esempio di dilettantismo puro, di classe, di fair play, un uomo stimato e rispettato sulla pedana e fuori, un gigante in tutti i sensi (era più alto di Carnera); 2) un esempio di romanità, esaltata sia attraverso una serie lunghissima di vittorie che hanno dato lustro alla nostra Città, sia nelle sue interviste dalle quali traspare lealtà sportiva e sincerità unite ad una sana ironia. Ill.mo Signor Sindaco, sono questi i valori etici e morali che saranno alla base di qualsiasi iniziativa che ricordi mio padre. Valori che ci sono tanto più cari in questi frangenti, e in un anno, il 2004, che è stato dichiarato Anno Europeo dellEducazione attraverso lo Sport (...)

[Da una lettera di Mario Gaudini a Walter Veltroni, che portò poi alla presentazione del libro nel Salone dOnore del Foro Italico, per celebrare il centenario della nascita di Giulio Gaudini]



PIONIERI DEL CALCIO ROMANO .


Edizioni La Campanella, pp. 224, euro 20, Roma 2003.


Questo libro è una cavalcata, un viaggio mitico attraverso le radici romane dello sport più popolare al mondo. Racchiuso, con qualche doveroso sconfinamento, tra due date simbolo, il 1900 e il 1927 (gli anni di nascita della polisportiva Lazio e della A.S. Roma), il libro presenta personaggi grandi e piccoli e grandi e piccole storie che si succedono sulla scena. Nel 1895 scendono a Roma due squadre di ginnasti di Rovigo e di Udine e mostrano per la prima volta il gioco. I nostri imparano presto. Nel 1913 sei squadre capitoline sono lì a giocarsi il titolo con la vincente del nord. Il gioco diventa passione popolare: si passa dall'eterna questione arbitrale all'arrivo degli stranieri, e all'avvio del professionismo. La mente è rapita nella lettura da nomi delle squadre da lungo tempo dimenticate (Roman, Virtus, Sporting, Libertas, Audace, Fortitudo e tante altre) e dei luoghi storici in cui si è sviluppato il culto neopagano del calcio: il vecchio Velodromo Roma, abbattuto nel 1904, il Due Pini, il Campo Aurelio alla Madonna del Riposo, il Campo alla Piramide, il Velodromo Flaminio, la Rondinella, il Motovelodromo Appio; fino ai più conosciuti Campo Testaccio e Stadio del P.N.F. a viale Tiziano. Luoghi in cui si muovono mondi minori, come il football degli oratori o quello improvvisato alla buona sui campi d'allenamento, vicino a una Hostaria, accanto a un campo di carciofi o quasi in riva al Tevere. Escono dalle pagine una Italia e un calcio bambini, forse immaturi ma sicuramente affascinanti, e il merito di Impiglia è quello di saperci restituire il sapore della scoperta, dell'avventura e della libertà.

[Da una recensione di Roberto Rizonico pubblicata sulla rivista Capitolium nel giugno 2003]



ANEDDOTI OLIMPICI. MITI, STRANEZZE, CURIOSITÀ, SPIGOLATURE NEL MERAVIGLIOSO RACCONTO DEI GIOCHI.


Edizioni Libreria Sportiva Eraclea, pp. 144, euro 11, Roma 2000. (Ristampato in due volumi con aggiornamento da Il Sole 24 Ore nel 2004).


Per battere ogni record, leggete i due volumi dell'inserto che racconta miti, stranezze e curiosità di più di un secolo di Giochi Olimpici. Inspirate, espirate e tuffatevi nella lettura degli Aneddoti Olimpici. Una raccolta di quasi 70 aneddoti e curiosità accaduti nel corso della storia delle Olimpiadi. Campioni famosi, ma anche atleti dimenticati e perduti nel tempo. Più di 800 personaggi raccontati attraverso gesta non sempre eroiche, ma comunque mitiche.

[Dal lancio de Il Sole 24 Ore del 14 agosto 2004]

Con quest'opera vinsi il XVIII Premio Atleti Azzurri d'Italia. Un tizio che l'ha letto mi ha detto che scivola giù dolce e piccante come un brodo di tartaruga. Sul web, gli aneddoti ivi contenuti sono copiatissimi, in specie ad ogni ricorrenza olimpica: quasi di più che le storie giallorosse raccontate nei miei libri romanisti.



UN SECOLO DI ROMA. I CAPITANI DA FERRARIS IV A TOTTI.


Edizioni La Campanella, pp. 224, euro 25, Roma 1999.


Da Ferraris IV a Totti, le biografie di 72 capitani giallorossi supportate da dati statistici aggiornati al novembre del 1999. Un libro di testi più che di immagini, e che tra l'altro espone una delle prime biografie (oggi sono millanta, che tutta notte canta) del super-capitano Francesco Totti, all'epoca non ancora leggendario ma sulla via per diventarlo. A mio parere, il meglio di questa ricerca sta non tanto nell'esattezza di tutti i numeri (già all'indomani della stampa,, mi accorsi di quasi inevitabili errori e di talune manchevolezze) quanto nello scoprire le storie di personaggi minori e dimenticati, che pure ebbero il vanto di comandare i lupi in battaglia.



FORZA ROMA DAJE LUPI. LA PRIMA STORIA COMPLETA DEL TIFO GIALLOROSSO.


Edizioni Libreria Sportiva Eraclea, pp. 200, euro 12,5, Roma 1998.


L'amore si racconta anche attraverso le pagine di una storia disegnata sull'erba. Quella tratteggiata dal giornalista Marco Impiglia, in fondo, non è altro che una dichiarazione sentimentale elaborata da un innamorato coscienzioso, che ripercorre in modo puntuale la biografia dell'oggetto del suo desiderio: la Roma. Il grido del cuore, che si materializza nel titolo, tutto sommato non rende giustizia alla storia che si racconta, in cui il gusto dell'aneddoto e della celebrazione non fa velo all'obiettività del racconto. I 72 anni di storia del sodalizio giallorosso, materializzati grazie ad attente ricerche d'archivio, vengono scrutati infatti non sono dal punto di vista agonistico, ma anche attraverso il variopinto mondo che ruota attorno al pianeta-calcio. Da tfio organizzato all'avvento di tv e radio private, dall'apporto del pubblico femminile ai ricordi dei tifosi vip, dal fascino delle figurine ai personaggi quasi folcloristici che hanno punteggiato la storia della Roma, tutto si affastella in un affresco giallorosso ()

[Da una recensione di Massimo Cecchini pubblicata su La Gazzetta dello Sport, 14 gennaio 1999]



CAMPO TESTACCIO. SITI, RITI, LITI E MITI DELLA TIFOSERIA ROMANISTA NEGLI ANNI TRENTA.


Riccardo Viola Editore, pp.128, euro 12,5, Roma 1996. ()


 Campo Testaccio è una ricerca complessa e multiforme su una tifoseria che non ha mai smesso di esistere ed in cui brillano personaggi indimenticati. Su tale percorso il libro procede a tutto campo con variazioni su siti, riti, liti e miti che si ricompongono in un mosaico leggibile e palpabile di un sodalizio nel divenire dei decenni con tutta la sua carovana di sostenitori per quegli atleti in campo, sui quali riponevano il loro grande amore e l'ambizione del trionfo giallorosso. Si alternano documenti fotografici rari, cronache degli anni Trenta, testate di fogli di giornale, vignette, manifesti, episodi ben dipanati e soprattutto una poesia popolare che si richiama alle antiche tradizioni dialettali. Libro onesto, dunque, sull'esistenza, miracoli e morte di questo mitico Campo, sulla cui scomparsa la nostalgia ha seminato tanti struggenti ricordi. [Da una recensione di Giuseppe Brunamontini pubblicata sulla rivista Lo Sport Italiano, aprile 1997]

MARCO BAGOZZI
MARCO BALLESTRACCI
ALESSANDRO BASSI
STEFANO BEDESCHI
SIMONE BERTELEGNI
ALBERTO FACCHINETTI
renato favretto
stefano ferrio
simone galeotti
davide grassi
MARCO IMPIGLIA
michela lanza
LORENZO LONGHI
RICCARDO LORENZETTI
diego mariottini
CARLO MARTINELLI
FEDERICO MASTROLILLI
giuseppe ottomano
VINCENZO PALIOTTO
pier francesco pompei
MAURIZIO PUPPO
SERGIO TACCONE