tiki-taka budapest - lEGGENDA, ASCESA E DECLINO DELL'UNGHERIA DI PUSKAS

Bradipolibri

2016

200 pagine

“Tiki-taka Budapest” può essere definito un libro che parla di uomini, di sogni, di speranze in un futuro migliore. Dell’eterno conflitto fra ragione e sentimento. E lo fa grazie al racconto di una delle più belle e potenti creazioni dello sport moderno. La Nazionale ungherese di calcio del dopoguerra era la carta da parati dietro la quale si nascondeva la vita misera e senza prospettive di un intero popolo. Lo sport racconta episodi e sentimenti umani in maniera unica. Ecco, di sicuro “Tiki-taka Budapest” è un libro di passioni.

Una squadra imbattibile. Un allenatore che è insieme un organizzatore, un tattico, un secondo padre o, se si preferisce, uno zio. 11 giocatori che non sono tutti campioni, ma la cui somma in campo dà molto più di 11. Un gioco mai visto prima. Una visione spregiudicata e modernissima di concepire gli spazi in campo. Un numero infinito di partite di fila senza perderne una. L’Ungheria della prima metà degli anni ’50 è più che una squadra di calcio: è strategia vincente, è bellezza. È arte al servizio del pallone, ma anche uno strumento politico. La formazione allenata da Gusztáv Sebes è pianificata per vincere. Vincere e basta. L’ammirazione del mondo intero, la vittoria alle Olimpiadi di Helsinki 1952. Un’epica di squadra che il regime di Budapest fa propria e che usa per far dimenticare al popolo, fame, povertà, assenza di libertà. La Nazionale ungherese allevia le sofferenze di 9 milioni di connazionali, ma il giorno del giudizio è in agguato. Il 4 luglio del 1954 i più forti al mondo riesconoa perdere un Mondiale praticamente già vinto. Tutto crolla: il mito dell’imbattibilità, il dogma dell’infallibilità del Partito. La disillusione che rende violenti, il risveglio di un popolo che si sentiva nell’Empireo calcistico ma che deve ammettere di essere Terzo Mondo. “Tiki-taka Budapest” racconta 60 anni di sport e politica nel Paese del gulasch e di Ferenc Puskás, gli effetti di una rivoluzione tradita, ma anche la morte di un movimento che a suo tempo ha generato campioni in serie e che ora tenta di risorgere con difficoltà.

DIO, CALCIO E MILIZIA. IL COMANDANTE ARKAN, LE CURVE DA STADIO E LA GUERRA IN JUGOSLAVIA

Bradipolibri

2015

184 pagine

“Dio, Calcio e Milizia” e in primo luogo la storia di Željko Ražnatovic Arkan, uno dei piu feroci e risoluti criminali del ventesimo secolo. E anche un quadro della Jugoslavia, il Paese che per decenni e stato considerato un esempio di riuscito esperimento multietnico e di realta comunista sostanzialmente svincolata dall’orbita sovietica. “Dio, Calcio e Milizia” racconta di come lo sport piu bello del mondo si trasforma, nelle mani di presidenti senza scrupoli e di sciacalli di Stato, in un “parabellum” senza pieta. La devianza, di cui Arkan sara l’artefice principale, arrivera a inquinare tutto: politica, calcio, rapporti interpersonali, senso della convivenza civile.

OUTSIDER. OTTO IMPRESE LEGGENDARIE PER SPERARE IN UN CALCIO MIGLIORE

Iacobellieditore

2015

173pagine

8 storie, 8 squadre cui nessuno dava credito e invece: l'Atalanta, allora in serie B che è quasi finalista nella Coppa delle Coppe (oggi sostituita da Europa League); il Nottingham Forest che in due anni arriva alla conquista della Coppa dei Campioni (attuale Champions League) dalla Second Division inglese; la Roma semifinalista di Coppa delle Coppe contro ogni pronostico; l'Athletic Bilbao che stupisce tutti sfiorando la conquista della Coppa Uefa (oggi sostituita da Europa League); il Torino di Mondonico, a cui solo la malasorte e un Ajax cinico, impediscono di vincere la Coppa Uefa; la Danimarca che vince, incredibilmente, i Campionati europei; la Lazio, semifinalista di Coppa Uefa, nonostante l'assenza di un presidente e con una società sull'orlo del fallimento e infine il Bastia che, pur essendo una piccola formazione, arriva a disputare la finale di Coppa Uefa contro il Psv Eindhoven, dopo aver eliminato squadre sulla carta molto più forti. Prefazione di Roberto Mancini.

TUTTI MORTI TRANNE UNO. MORIRE DI TIFO IN ITALIA: DALLE ORIGINI A GABRIELE SANDRI

Bradipolibri

2009

336 pagine

Dal dopoguerra in poi, il calcio è uno dei principali detonatori sociali. Nel corso dei decenni, il tifo diventa un fattore di primaria importanza in termini di aggregazione e di orientamento politico. Dagli anni Sessanta fino alle recenti cronache, nel nostro Paese si muore per seguire la propria squadra. In tutte le altre realtà europee il problema degli ultrà è stato risolto, o quanto meno, depotenziato. In Italia, invece, malgrado i proclami della politica, va sempre peggio. Perché? "Tutti morti tranne uno" riprende e amplia fino alle estreme conseguenze il discorso lasciato in sospeso dal precedente libro, "Ultraviolenza!". Le 13 vicende presenti in questo nuovo libro sono raccontate senza omissioni, con i contributi di molti degli interessati e con la chiarezza di chi non gira intorno alle parole. Il calcio copre affari illeciti, delinquenza comune e organizzata, omertà, trame politiche, malagiustizia... L'autore è un fedele reporter di fatti e parole. La violenza cambia nei modi, per condurre i fatti sempre agli stessi risultati. Morte, impotenza da parte della giustizia, inadeguatezza e ipocrisia da parte dei governi che si sono succeduti nel tempo.

IL GIRONE DI NON-RITORNO. CRONACA DI MORTE E DI PALLONE

Jaca Book

2005

116pagine

"Non ho più avuto gli amici che avevo venti fa, quando vivevo in un altro quartiere". Con questa considerazione, tra l'amaro e il realista, Massimo Balzani pone fine a una sua inchiesta giornalistica di cronaca nera. La giustizia ha formalmente espresso un suo verdetto, ma troppi aspetti restano oscuri. Marco è un giovane supporter della Roma. Il 21 marzo del 1982 sale sul treno per Bologna assieme a un gruppo di tifosi. Al ritorno, una bravata si trasforma in tragedia e il vagone sul quale si trova Marco prende fuoco, uccidendolo. L'autore, attraverso Massimo Balzani, prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto e trascinatosi per molti anni tra vicende giudiziarie, tragedie e morti consequenziali sempre poco chiare.

 


ultraviolenza! storie di sangue del tifo italiano

Bradipolibri

2004

144pagine

Otto storie del secondo dopoguerra che racchiudono il senso e i modi della violenza nel tifo italiano. Le vicende sono raccontate senza omissioni e con i contributi di molti degli interessati, in modo crudo, realistico, forse spietato, ma rigorosamente documentato. Pian piano il lettore vede concretarsi negli stadi gli stessi mali che affliggono la sua vita, la società in cui vive. Il calcio diventa negli anni in modo sempre più chiaro l’immagine speculare di ciò che avviene anche fuori del rettangolo di gioco. Affari, delinquenza comune e organizzata, omertà, trame politiche, malasanità e malagiustizia. Tutto questo viene ricondotto a fattore comune e trova nel tifo calcistico il terreno di incontro-scontro ideale.

 

 


 

 

 

MARCO BAGOZZI
MARCO BALLESTRACCI
ALESSANDRO BASSI
STEFANO BEDESCHI
SIMONE BERTELEGNI
ALBERTO FACCHINETTI
renato favretto
stefano ferrio
simone galeotti
davide grassi
MARCO IMPIGLIA
michela lanza
LORENZO LONGHI
RICCARDO LORENZETTI
diego mariottini
CARLO MARTINELLI
FEDERICO MASTROLILLI
giuseppe ottomano
VINCENZO PALIOTTO
pier francesco pompei
MAURIZIO PUPPO
SERGIO TACCONE